Le orecchiette: la pasta delle due farine del tavoliere delle Puglie

Nell’area del Gargano è a Vieste grazie alla vicinanza del Tavoliere delle Puglie (definito “Il granaio d’Italia” fin dall’epoca romana) non mancano certo le tradizioni e la fantasia nel preparare in diverse forme la pasta e nel condirla in molteplici varianti. Tra queste le orecchiette.

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Preparazione

Mescolare per bene in una ciotola le due farine e dopo aver creato la base cominciare impastare   aggiungendo l’acqua e  l’olio e continuare a impastare fino ad ottenere un impasto morbido e ben omogeneo. Coprire con un panno e lasciar riposare per 15 minuti.

Lavorare l’impasto fino a ottenere un lungo cilindro largo 1 – 2 cm. Tagliare il cilindro in tronchetti da circa 2 cm l’uno.

Tenendo fermo col pollice il lato largo del tronchetto, incavarlo con un coltello a punta tonda in modo che assuma la forma di una conchiglia. Per ottenere le orecchiette, poggiare ogni conchiglia dalla sua parte convessa sul pollice e rigirarla in modo che la parte diventi concava.

Prima della cottura è necessario che le orecchiette riposino almeno due per far acquisire maggior consistenza in cottura, 6 – 7 minuti.

Ingredienti

125 gr di farina di grano tenero, 125 gr di semola, 130 gr di acqua, mezzo cucchiaio di olio extravergine d’oliva del Gargano

Due parole… 

Vieste è un comune italiano di 13 931 abitanti della provincia di Foggia, in Puglia. Innumerevoli reperti archeologici testimoniano l’insediamento degli antichi Greci e dei Romani a Vieste.

Dopo essere stata amministrata dai bizantini, cadde sotto la dominazione dei longobardi. In epoca normanna e poi sveva si ebbe lo sviluppo urbanistico della città come si vede oggi (castello). In seguito, finì sotto la dominazione degli Angiò.

Come altre città pugliesi, fu spesso esposta ad attacchi provenienti dal mare.

Il sisma del 1414 è  il successivo, disastroso terremoto del Gargano del 1646 causarono a Vieste gravi danni con crolli diffusi[8]. Entrata quindi stabilmente a far parte del Regno di Napoli e poi delle due Sicilie, fu amministrata dai Borboni fino all’unità d’Italia.

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