La Seupa à la Vapelenentse – la zuppa con il pane bianco

La Seupa à la Vapelenentse ha ottenuto nel 2007 la Denominazione Comunale di Origine (De.C.O.).Il nome “vapelenentse”, deriva da Valpelline, un paese di circa 600 abitanti alla confluenza tra la valle di  Ollomont e la Valpelline. La Seupa tramandata da nonne e bisnonne si prepara con il pane  bianco perché questo pane, comprato un tempo quasi esclusivamente per i malati e per le persone anziane, dato il suo alto costo non doveva essere sprecato e quindi, anche se raffermo, veniva tutto utilizzato.

La tradizionale “Seupa à la Vapelenentse” si fa utilizzando  il cavolo verza esclusivamente nella preparazione del brodo (e non aggiungendolo anche agli strati di pane e fontina).

Esistono però delle varianti di questa ricetta, in altre zone geografiche della Valle d’Aosta, che ripropongono questo tipo di preparazione a base di pane bianco o di pane di segale e con l’aggiunta anche del cavolo verza cotto nel brodo di carne ed alternato a strati di  “Fontina” o di altro formaggio. Il piatto così realizzato è più conosciuto con il nome di “Seupa i plat”.

Preparazione

Affettare il pane (fette di circa 1 cm di spessore) e la Fontina (fette di circa 2/3 mm di spessore). Imburrare una teglia da forno e disporre uno strato di pane e  uno di Fontina. Ripetere l’operazione per tre volte.  Versare il brodo bollente facendo in modo che penetri  in maniera uniforme tra gli ingredienti.

Fare fondere  il burro con un pizzico di cannella e versarlo sulla  zuppa. Passare in forno a 200/220°C per 40 minuti, fino a quando la superficie risulterà dorata. Togliere dal forno alcuni minuti prima di servire in tavola e lasciare riposare.

Ingredienti

≥ 400 g di pane bianco raffermo
≥ 400 g di Fontina
≥ 150 g di burro
≥ 1 pizzico di cannella in polvere
≥ 1,5 l di brodo di carne preparato con salvia, rosmarino, alloro, ¼ di cavolo verza e verdure varie a piacere(carote, cipolle).

Due parole su. . 

Valpelline è un comune italiano di 633 abitanti.La Baroni di Quart Valpelline e Oyace fu tra le più importanti del Ducato di Savoia: essa era in mano ai potenti Signori De Porta Sancti Urs, detti comunemente Signori di Porta Sant’Orso.

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