Aidone: la polenta di cicerchia – un piatto povero

Nelle carestie o in tempo di guerra, quando diventava problematico procurarsi la farina di grano, ci si dubbava di frasquatul’.

In Aidone con questo termine si intendeva la polenta di cicerchia, un legume (Lathyrus sativa di poco pregio che veniva consumato solo macinato, dopo averlo sottoposto ad un processo di lavaggio, asciugatura e tostatura in forno) .

Nel resto d’Italia viene utilizzato come legume dopo una lunga preparazione, almeno tre giorni di ammollo.

Preparazione

Portare l’acqua salata a ebollizione e mettere un pugnetto di finocchietti selvatici tagliuzzati. Lasciarli cuocere. A metà cottura, raffreddare con un bicchiere d’acqua fredda e portare la fiamma al minimo; versare a pioggia la farina di cicerchia rimestando con una frusta e facendo attenzione che non si formino grumi.

La quantità di farina suggerita è indicativa, continuare a metterne fino a quando si raggiunge la consistenza desiderata (un po’ più consistente se si vuole friggere) e riprende il bollore; far cuocere per 15 minuti e una volta versata sui piatti condire con sugo di salsiccia o coniglio.

Ingredienti

Poco più di un etto di farina per un litro di acqua, finocchietti selvatici o cavoletti (muzzatura), aglio, olio, sale e pepe.

La cicerchia

La cicerchia è un legume appartenente alla famiglia delle Fabaceae, diffusamente coltivato per il consumo umano in Asia, Africa orientale e limitatamente anche in Europa.

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Due parole su..

Aidone è un comune italiano di 4 813 abitanti della provincia di Enna in Sicilia.

Secondo alcuni studiosi, Aidone fu fondata alla fine dell’XI secolo dai Normanni, durante la conquista della Sicilia e la cacciata degli arabi; ma è molto più probabile che i Normanni si siano limitati a rifondare e ripopolare un borgo già esistente strappato ai Saracen i.

Aidone passò successivamente in possesso di Adelasia, nipote del Gran Conte Ruggero, che la tenne fino alla sua morte nel 1160.

All’epoca di Federico II, Aidone faceva parte, molto probabilmente, dei possedimenti diretti del re. Nel 1240 era rappresentata al parlamento di Foggia.

Nel 1667 venne fondata la confraternita del Santissimo Sacramento, legata alla chiesa di San Leone. I membri, al massimo 72, dovevano avere almeno vent’anni di età.

Tra questi c’erano 13 “officiali” (governatore, consigliere maggiore, consigliere minore, cancelliere, tesoriere, due mastri di novizi, due visitatori d’infermi, due sacrestani e due nunzi).

In seguito, per la prevalente presenza al suo interno di artigiani, la confraternita fu conosciuta come quella della Maestranza

Nel 1296, durante il regno di Federico III di Sicilia, il feudo di Aidone venne ceduto da Manfredi Chiaramonte a Enrico Rosso che prese il titolo di conte di Aidone.

Nel 1667 venne fondata la confraternita del Santissimo Sacramento, legata alla chiesa di San Leone. I membri, al massimo 72, dovevano avere almeno vent’anni di età.

Tra questi c’erano 13 “officiali” (governatore, consigliere maggiore, consigliere minore, cancelliere, tesoriere, due mastri di novizi, due visitatori d’infermi, due sacrestani e due nunzi). In seguito, per la prevalente presenza al suo interno di artigiani, la confraternita fu conosciuta come quella della Maestranza.

Nel 1693 il terremoto che colpì tutta la Sicilia orientale provocò in Aidone cinquanta morti, la distruzione del paese e il crollo di numerose chiese ed edifici, tra cui la chiesa Madre di San Lorenzo.

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