La scaccia di Acate con le anguille

Piatto tipico di Acate era l’impanata di anguilla ovvero a scaccia di ancidda. Uno degli elementi del piatto di Acata è appunto la Scaccia. La scaccia è una specialità tipica siciliana, nello specifico della provincia di Ragusa.

È un piatto dalle origini povere:. Originariamente veniva preparato solo una volta alla settimana, ora si prepara soprattutto per la vigilia di Natale. La scaccia si presenta come una sorta di focaccia ripiena, la cui pasta viene tirata sottilmente e poi farcita e ripiegata su se stessa.

La preparazione della scaccia è semplice. Versare nell’impastatrice acqua, lievito di birra, farina di semola e impastare. Una volta che l’impasto comincia a formarsi, aggiungete il sale e olio extravergine di oliva. Terminate quando l’impasto risulta liscio ed omogeneo. Riponete il panetto di pasta in un contenitore coperto, in un luogo tiepido a lievitare per circa 60/90 minuti.

Dividere in panetti l’impasto e stendere ciascun panetto fino a ottenere una sfoglia rettangolare.  Secondo la tradizione di Acata la scaccia viene farcita con la cosiddetta “ancidda” composta da alcuni ingredienti quali le anguille, il capuliato, la cipolla, le patate e il prezzemolo e l’ olio di oliva. Viene cotta al forno a 220 gradi per 30 minuti.

Nel ragusano la scaccia viene farcita in modo diverso: pomodoro e cipolla, pomodoro e melanzane (precedentemente fritte), ricotta e pomodoro, ricotta e salsiccia, salsiccia e prezzemolo. Spesso si usa anche il caciocavallo ragusano.

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Due parole su…

Acate (Vìschiri in siciliano) è un comune italiano di 11 325 abitanti in provincia di Ragusa in Sicilia. Il casale di Odogrillo rappresenta il primo nucleo abitativo della zona. Di questo casale, di probabile origine saracena, resta oggi solo una muraglia, chiamata ‘u casali, in Contrada Casale.

Al declino di Odogrillo corrispose l’ascesa di Casale di Biscari, che sotto la famiglia dei Castello assume sempre più importanza come centro abitato. Biscari sarebbe stata fondata da Raimondo Castello nel 1478, ma si trattò certamente di una rifondazione, perché il paese esisteva da molto tempo.

Sotto i Castello, Biscari visse un periodo di crescita e benessere, dovute a un discreto sviluppo agricolo e demografico, fino ad assumere una certa importanza come centro abitato. Lo storico Fazello lo descrive, intorno al 1555, come un piccolo centro fortificato. Intorno al 1824 la città divenne libero comune. Nel 1938, su iniziativa di Carlo Addario, uno studioso locale, il nome della città fu cambiato da Biscari in Acate.

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