Da Pantelleria le braciole al sugo

Pantelleria: i mille volti di un’affascinante terra dai colori aspri e dai dolci profumi 

Si tratta di piatto antico e semplice che fa parte della tradizione gastronomica di Pantelleria. Pantelleria (in siciliano Pantiddirìa) è un’isola dell’Italia situata nel Mar Mediterraneo, in Sicilia. Amministrativamente appartiene all’omonimo comune italiano della provincia di Trapani.Si trova al centro del Canale di Sicilia, non lontana dalle coste della Tunisia, ed è la più grande della regione tra le isole circumsiciliane.

La preparazione delle braciole al sugo prevede due passaggi preliminari. In primo luogo è necessario impastare la carne trita con mollica di pane, prezzemolo, sale, pepe, parmigiano e uova.  In secondo battuta  l’impasto ottenuto va spalmato sulle fettine aggiungendo una fettina di salame, formaggio e mandorle.

Terminata queta prima fase le fettine farcite vanno chiuse con degli stuzzicadenti e scaldate in olio bollente. Durante la frittura aggiungere sale e sfumare con vino rosso.L’ultima fase coonsiste nella cottura delle braciole nella salsa di pomodoro per circa tre ore.

La ricetta originale prevede l’uso della carne tritata ma in Sicilia  esitono anche altre varianti come illustrato nel video.

Please accept YouTube cookies to play this video. By accepting you will be accessing content from YouTube, a service provided by an external third party.

YouTube privacy policy

If you accept this notice, your choice will be saved and the page will refresh.

Ingredienti:

  • Fette di carne di manzo; Carne trita; Salame; Formaggio; Mandorle tostate.

In alternativa un’ulteriore ricetta, sempre di Pantelleria, prevede anche l’uso dell’uovo e i seguenti ingredienti: 4 fette di vitello di circa 4 mm; 150 g di tritato di maiale; 150 g di tritato di vitello o manzo; 1 spicchio d’aglio; 30 g di pangrattato; 3 uova (1 soda 2 crude); 30 g di mandorle tritate; 30 g di pecorino o parmigiano; 1 ciuffo di prezzemolo; 1 pizzico di noce moscata; 1 pizzico di coriandolo; 1 pizzico di cannella; sale e pepe q.b.

Due parole su…..

Le prime testimonianze certe della presenza umana sull’isola risalgono al neolitico: trattasi di un campionario di utensili di ossidiana di Pantelleria (rinvenuti tra Sicilia, Tunisia, Italia meridionale e Francia) oltre ad evidenze di officine ed industrie litiche, rinvenute sull’isola tra le zone di Arenella e Salto La Vecchia, che sembrano inerire ad un contesto autoctono stanziale o ad attività legate all’importazione di materie prime (ossidiana e calcedonio) dalle vicine sponde nord-africane e siciliane.

Nel 439, dopo la presa di Cartagine e la definitiva cacciata dei Romani dal Magreb, Pantelleria diverrà terra di conquista per i Vandali che v’insedieranno una piccola ma operosa comunità.

 Nel 700 gli Arabi mettono Pantelleria a ferro e fuoco, massacrando la popolazione cristiana fin quasi ad azzerarla,

Nel 1087 le repubbliche marinare del mediterraneo si alleano per cacciare i musulmani dalle terre cristiane e nel 1123 i Normanni sbarcano a Pantelleria edificando il castello (erroneamente detto “Barbacane”) e ponendo fine all’egemonia musulmana;

Sguirono Svevi ed Angioini e, dopo la cacciata di questi ultimi a seguito dei Vespri Siciliani, gli Aragonesi, poi rifluiti nel Regno di Spagna nel 1412.

Dal 1550 al 1556 Pantelleria fu oggetto di una catena di incursioni francesi, turche e barbaresche,

Dopo una prima sortita dei Savoia (che nel 1713 ottengono il Regno di Sicilia, grazie agli esiti della guerra di successione spagnola) ed un’altrettanto breve parentesi austriaca (dal 1720 al 1734), con l’avvento dei Borbone si riavvia l’economia dell’isola.

Nel 1860 Pantelleria viene annessa al Regno d’Italia vivendo anch’essa, come il resto del meridione, una parentesi di brigantaggio cui pose fine il colonnello Eberhard il 19 settembre del 1863 con 500 soldati e 400 miliziani panteschi.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *