I bocconotti di Castel Frentano

I biscotti che si mangiano con un boccone

L’origine del nome di questo gustoso dolcetto discende da una leggenda ambientata agli inizi del Settecento, quando anche in Abruzzo s’iniziò ad importare caffè e cacao destinato alla produzione del cioccolato, due ingredienti chiave della elaborazione del ripieno dei bocconotti.

La leggenda del bocconotto. Si narra che una domestica di Castel Frentano, per omaggiare il suo padrone, inventò un dolcetto di pasta frolla simile nella forma ad una tazzina di caffè contenente un ripieno di caffè e cioccolato fuso. Senonché alla prima cottura si rese conto che il ripieno rimaneva troppo liquido, decidendo così d’addensarlo con un’aggiunta di mandorle tritate e tuorlo d’uovo, ricoprendo infine la “tazzina” di pasta frolla con un “coperchietto” che a fine cottura spolverò con dello zucchero a velo. Estasiato dall’assaggio, il padrone chiese alla domestica come aveva chiamato il dolcetto e questa gli rispose “bocconotto” dal momento che si mangiava in un boccone.

Tipici della tradizione abruzzese, molisana, salentina, lucana, pugliese e calabrese i bocconotti (o boconotti) sono caratterizzati da un ripieno variabile a seconda della zona di produzione.

Le varianti del biscotto sono molteplici. Tra le tante segnaliamo quella di Castel Frentano

Preparazione

Bollire l’acqua con lo zucchero, facendo sciroppare il tutto. Aggiungere le mandorle (tostate), il cioccolato e la cannella (poca). Una volta raffredato il composto aggiungere 20 rossi d’uovo e sbollentate. Montare i tuorli con lo zucchero, aggiungere l’olio, la buccia grattugiata dei limoni e incorporate gli albumi di 2 uova, precedentemente montate a neve. Aggiungere la farina in quantità tali da non ascigare il composto per evitare che l’impasto evitando che diventi eccessivamente solido.

Oliare le formine, disponete uno strato di frolla sottile, riempite con la farcitura e con un dischetto di pasta chiudete il fagottino. Infornate a 180 gradi e quando avranno raggiunto il colore ambrato sono pronti. Una volta intiepiditi e disposti su una teglia ricopriteli di una generosa dose di zucchero a velo.

Please accept YouTube cookies to play this video. By accepting you will be accessing content from YouTube, a service provided by an external third party.

YouTube privacy policy

If you accept this notice, your choice will be saved and the page will refresh.

Ingredienti

Per la pasta:
• 40 tuorli d’uovo
• un kg di zucchero
• 1/2 l di olio di oliva
• un bicchiere di liquore dolce (Aurum)
• le bucce di due limoni grattugiate
• farina al bisogno (assicurandosi che la pasta non sia troppo dura)

Per il ripieno:
• 3 l d’acqua
• un kg di zucchero
• un kg cioccolato
• un kg di mandorle tostate e tritate
• aroma di cannella
• 20 tuorli d’ uovo

Due parole su..

Castel Frentano è un comune italiano di 4 392 abitanti della provincia di Chieti in Abruzzo, alla periferia sud di Lanciano. Fino ai primi del Novecento  era chiamato Castel Nuovo, e la dicitura del nome cambiò per la confusione con altri comuni italiani di nome “Castelnuovo”, optando per l’aggettivo in base al territorio della storica Frentania, oggi val di Sangro, sopra cui il borgo domina.

Da scavi archeologici condotti dalla Soprintendenza per i beni archeologici dell’Abruzzo, la zona adiacente Castel Frentano risulta abitata già dal Neolitico, come dimostrano i resti di capanne di questo periodo.

Il nucleo principale del paese subì la stessa sorte di molti paesi montani italiani, che subirono il fenomeno dell’incastellamento, con gli abitanti delle campagne che si spostarono progressivamente nel nucleo fortificato.Nel 1633 entrò in possesso della famiglia Bonanni per passare l’anno seguente ai Brancaccio.

Il paese, contrario all’invasione sabauda, manifestò il proprio dissenso a favore del Regno Di Napoli e delle Due Sicilie ammainando in una sera del 1861 il tricolore sul campanile parrocchiale ed issando l’antica bandiera borbonica.

Il 31 luglio 1881 una frana distrusse gran parte del centro storico del paese. Nel secolo seguente furono necessari interventi di rafforzamento della zona franosa.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *