Pallotte cacio e ovo di Schiavi di Abbruzzo

Le polpette natalizie

Le pallott casce’e ova, ossia le polpette cacio e uova sono una specialità gastronomica di molti paesi dell’Abruzzo e anche di Schiavi di Abruzzo. Schiavi di Abruzzo è un comune italiano di 801 abitanti della provincia di Chieti. Data la posizione isolata tra le montagne, ha mantenuto tipiche caratteristiche del Medioevo e del Rinascimento.

Il piatto del paese è tipico della tradizione contadina, dove, con pochi e semplici ingredienti come formaggio e uova, si ottengono gustosissime polpette condite con salsa di pomodoro. Le “pallott casc’e ova”.   Rappresentano  oggi un piatto tradizionale del pranzo natalizio.

Preparazione

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Ingredienti

  • Per la salsa
  • 400 gr. pomodori pelati;
  • 1 spicchio d’aglio
  • bassilico fresco
  • Olio
  • Sale

Impasto per le Pallotte

  • 200 gr. formaggio Rigatino
  • 100 gr. mollica di pane
  • 7 uova.

Due parole su..

Il territorio fu abitato dal 600 a.C. al 290 a.C. dai Sanniti Pentri. La loro presenza è testimoniata dal ritrovamento di alcuni edifici sacri (i cosiddetti “Templi Italici”) nella frazione Taverna, in località Torre.

Il nome del borgo (anticamente chiamato Sclavi) trae origine dal fatto che fu fondato da una colonia di slavi; ai tempi dei Normanni esso divenne feudo di Roberto da Sclavo. Il documento più antico ove si parla del territorio di Sclavi risale all’anno 922.

Le antiche popolazioni slave lasciarono traccia evidente del loro nome, in questo caso, in quello che poi divenne un comune. La prima citazione scritta del paese risale al Medioevo, nella prima metà dell’undicesimo secolo. Inoltre i nomi di Schiavi e Sclavi apparirono per la prima volta nel Libro delle Decime nel 1309 e il 1328.

Dal 1285 al 1816 il paese fece parte del Regno di Napoli. Dal 1626[5] al 1806[6] il paese fu anche un feudo dei Caracciolo di Santo Buono, un ramo del clan di Caracciolo di Napoli, e amministrato da San Buono, un paese a 34 km di distanza.

Castiglione Messer Marino era controllato dalla stessa famiglia. Dal 1816 al 1861 il borgo venne annesso nel Regno delle Due Sicilie, e fu di nuovo governato dai Borbone di Spagna. Dopo l’unità d’Italia, il paese passò sotto il controllo del “nascituro” Regno d’Italia.

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