Le zippole di Oristano

Sa zippole

Le zippole (o zippuas), chiamate anche cattas, sono un dolce fritto tipico della tradizione sarda che viene preparato durante tutto il periodo del carnevale insieme ad altri dolci tipici quali fatti fritti, arrubiolus, acciuleddi e altri ancora.

Le zippole sono delle frittelle lievitate, a base di farina, o semola, impasta con latte, succo di arancia e liquore. A seconda della zona nell’impasto si aggiungono patate lesse e uova e può variare anche il modo di modellarle. La consistenza dell’impasto può essere talmente fluida da esser colato, mediante un imbuto o un saccapoche con beccuccio largo, direttamente nell’olio bollente.  Oppure possono essere modellate a mano se la consistenza è più soda.

Preparazione:

Unite la farina ad acqua tiepida e sale e impastate; dopo aver unito il lievito stemperato in un po’ d’acqua calda, continuate a impastare; avorate ancora l’impasto aggiungendo il latte intiepidito e le uova intere;

una volta amalgamato l’impasto ai nuovi ingredienti, si dovrà unire il bicchiere d’acquavite assieme a un po’ di spremuta d’arancio o alla scorza grattugiata, ottenendo una pasta duttile;

lasciare lievitare per circa un’ora in luogo caldo; la frittura prevede la colatura dell’impasto in una pentola d’olio con un imbuto speciale che dà alle zippole la caratteristica forma a spirale;
quando le zippole saranno brunite, toglietele dall’olio e adagiatele su carta assorbente;
spolverate con lo zucchero e servite.

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Ingredienti

  • 1 kg di farina di semola di grano duro;
  • 2 uova fresche;
  • 25 g di lievito;
  • ¼ di litro di latte;
  • 1 bicchiere di acquavite;
  • spremuta o scorza d’arancia;
  • 200 gr di zucchero;
  • un pizzico di sale;
  • abbondante olio.

Due parole su

Oristano  è un comune italiano di 31 671 abitanti capoluogo della provincia omonima, situato nella Sardegna centro-occidentale.

Si trova nella parte settentrionale della pianura del Campidano, nella regione detta Campidano di Oristano. Capoluogo di provincia dal 16 luglio 1974, la città ha una storia antica; di origine medievale, è stata a lungo capitale del Giudicato di Arborea.

La giudicale Aristianis, sorta presso l’antica città di età fenicio-punica e romana di Othoca, l’attuale Santa Giusta, divenne un centro importante nel 1070, quando l’arcivescovo arborense Theoto vi trasferì la sede vescovile, abbandonando l’ormai decaduta Tharros, e il Giudice Orzocco I la eresse a capitale del Giudicato di Arborea.

Prima di allora è ragionevole pensare che vi fosse un borgo abitato da contadini e allevatori cresciuto all’ombra delle più importanti città vicine. Questo trasferimento probabilmente fu dovuto alle incursioni saracene che in quegli anni imperversavano sul litorale occidentale sardo, e alle quali la città di Tharros era soggetta.

La nuova città era invece protetta dalle eventuali incursioni nemiche da barriere naturali quali gli stagni di Santa Giusta e la biforcazione del fiume Tirso, che prima di arrivare ad Oristano si divideva in due rami, di cui uno passava a nord e l’altro a sud della città.

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