Il borgo di bobbio

I maccheroni di Bobbio

Piatto tipico della tradizione del borgo di Bobbio e della media Val Trebbia, i maccheroni alla bobbiese hanno la particolarità di essere ricavati arrotolando delle strisce di pasta attorno ad un ferro da maglia (o un grosso ago da calza o da uncinetto) che verrà rimosso appena formato il maccherone.

Questo piatto tradizionale lega il lavoro in casa delle donne con la passione per la cucina. Il condimento per questi maccheroni può essere un ragù di funghi o un sugo di stracotto, di cui oggi vedremo la ricetta. I maccheroni alla bobbiese sono una prelibatezza con un passato molto antico e vengono citati anche nel libro De Arte Coquinaria del Maestro Martino da Como (tardo 1400).

I maccheroni di Bobbio

Unire farina, uova, burro e un pò di acqua tiepida. Lasciamo riposare l’impasto 30 minuti e poi prepariamo delle strisce tonde che poi taglieremo a dadini. Avvolgiamo 2 dadini alle estremità di un ago da calza e con il palmo allunghiamo fino ad ottenere dei maccheroni lunghi 10 centimetri circa.

Per il sugo, rosolare a fuoco vivo la carne con olio e burro. Bagniamo con del vino rosso e lasciamo evaporare. Uniamo le verdure tritate, gli aromi, sale e pepe. Copriamo con del brodo, lasciandolo cuocere molto lentamente. Aggiungiamo dei pomodori a piacimento; Tagliamo la carne grossolanamente e mescoliamo. Preparare i maccheroni e unirli al sugo, saltando in padella.

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Ingredienti
Per la pasta:

  • 500 grammi di farina 00
  • 2 uova
  • 1 noce di burro
  • acqua qb

Per il sugo:

  • copertina di manzo
  • carote
  • sedano
  • cipolle
  • alloro
  • rosmarino
  • sale
  • pepe
  • olio
  • burro
  • aglio
  • chiodi di garofano

Due parole su… 

Bobbio è un comune italiano di 3574 abitanti della provincia di Piacenza in Emilia-Romagna. Piccola città di origine romana, Bobbio si trova nella media val Trebbia. Il territorio, abitato fin dal neolitico e con insediamenti celto-liguri, divenne romano nel 14 a.C. e nel IV secolo sorse il primo nucleo del borgo di Bobium.

La sua storia si identifica soprattutto con quella dell’Abbazia di San Colombano fondata nel 614. Nell’alto medioevo l’abbazia ebbe un ruolo politico, religioso e culturale importante, i suoi possedimenti, fin dall’età longobarda e carolingia, spaziavano in zone del nord d’Italia. Nel 1014 ebbe il titolo di Città, divenendo Diocesi e Contea, prima indipendente poi sotto il Ducato di Milano, e infine sotto i Savoia. Libero comune dall’inizio del XII secolo, combatté con la Lega Lombarda contro il Barbarossa a Legnano.

Provincia genovese fino all’unità d’Italia, fino al 1923 fu parte della provincia di Pavia, poi passò alla provincia di Piacenza. Fu sede vescovile fino al 1986.

Il centro storico ha mantenuto intatte le caratteristiche del borgo medievale. Simbolo della cittadina il Ponte Gobbo (o Ponte del Diavolo), un ponte in pietra di origine romana, che attraversa il fiume Trebbia con 11 arcate irregolari. Domina il Santuario di Santa Maria in Monte Penice, che si trova sulla cima del monte omonimo.

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