Sua maesta’ la pasta

Pasta ncaciata

La pasta ‘ncaciata alla messinese è un piatto tipico di Messina e dell’arcipèelogo delle eolie. Conosciuta anche come pasta incaciata o ‘ncasciata, è un ricco piatto unico cotto al forno. La pasta ‘ncaciata alla messinese è ricchissima di ingredienti. Si prepara con rigatoni, carne macinata, passata di pomodoro, piselli, melanzane, salame, caciocavallo, cipolla, uova, pecorino grattugiato e tanto altro. La pasta ‘ncaciata siciliana prende il suo nome dal tipo di cottura che un tempo si utilizzava per la sua realizzazione. L’antico metodo di cottura prevedeva, infatti, che la casseruola nella quale la pasta veniva cotta fosse posta sulla brace ardente e ricoperta interamente da questa, “u ncaçio”, così chiamato nel dialetto siciliano.

Ingredienti

Gli ingredienti del condimento sono: pomodori, caciocavallo fresco, carne tritata, salame, uova sode, melanzane, pecorino grattugiato, aglio, vino bianco, basilico, olio, sale, pepe. Per la pasta si usano magliette di maccheroncino.

Preparazione

Si fanno stufare in tegame cipolla e cavolfiore, con un po di vino rosso e un pugnetto di uva passa, lasciando cuocere lentamente.Si condisce la pasta (corta) aggiungendo abbondante formaggio e una spolverata di mollica abbrustolita, infine si mette in forno.

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Due parole su…

Le Eolie  sono di natura vulcanica aspra e selvaggia. Il mito le vuole dimora del dio del vento, Eolo, e forse anche temporaneo approdo dell’eroe Ulisse che oltre al dio, rifugiato nell’isola cinta di mura di bronzi (probabilmente Lipari), incontra anche il mostruoso Polifemo ed i suoi compagni, leggendari forgiatori alle dipendenze del dio del fuoco di cui l’isola Vulcano riprende il nome.

Caduto l’Impero Romano le isole attraversano un periodo di desolazione. La dominazione bizantina accentuò tale decadenza. L’occupazione araba dal 827 al 1061 coincise con una ulteriore fase di decadenza. 

Nel 1544 una flotta turca, dopo undici giorni di assedio, distrugge Lipari portandosi in schiavitù circa 8.000 abitanti. Soltanto nel 1691 gli abitanti tornarono ad essere circa 10.000 dopo una lenta ricostruzione.


Agli inizi del XIX secolo Lipari divenne lo scalo obbligato di parecchie linee marittime. Questo stato di cose contribui ad un grande sviluppo economico delle Eolie, basti pensare che nel 1891 gli abitanti superarono le 20.000 unità.

 

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