20 Febbraio, 2019 wppanibus

Alea jacta est: passaggio al Rubicone

Sogliano al Rubicone (Sujén in romagnolo) è un comune italiano di 3.195 abitanti della provincia di Forlì-Cesena a circa 40 km dal capoluogo, Forlì, e 26 km da Cesena.

La località è conosciuta per la produzione di un particolare tipo di formaggio stagionato in antiche fosse da grano, di origine malatestiana, conosciuto anche come “formaggio di fossa”.

Il formaggio di fossa è un formaggio grasso, friabile, gustoso e dal profumo assai intenso; il suo aroma richiama il profumo del sottobosco, del legno, del tartufo e del muschio; il suo sapore è caratteristico e particolare e passa dal dolce al piccante.

Due parole su…

Nei presi del fiume Rubicone dove nel 49 A.C. Cesare,  rientrando da una delle sue campagne in Gallia,  giunse sulle rive del fiume Rubicone, fra Cesena e Rimini, che all’epoca segnava il confine tra la Gallia cisalpina e l’Italia propriamente detta. Si trattava  quindi il confine del territorio specificamente romano, che nessun magistrato investito di cariche militari poteva varcare in armi senza l’autorizzazione del Senato.

Dopo una breve attesa, visto che l’autorizzazione prescritta non arrivava, Cesare decise di attraversare comunque il fiume, pronunciando secondo Plutarco e Svetonio la celebre frase “Alea iacta est”, cioè “il dado è tratto”.

Con quel gesto d’insubordinazione Cesare sapeva benissimo che sarebbe divenuto a tutti gli effetti “nemico di Roma”, e infatti fu da qui che ebbe inizio la guerra civile.

Il toponimo originario del paese pare derivare da quello del “Fundus Solliani”, nome originario dell’attuale area su cui sorge il Comune di Sogliano al Rubicone. Tale fondo apparteneva alla gens romana Cornelia della familia Silla, in parte residente a Rimini. Di tale gens è discendente la famiglia dei Silighini, la cui dimora nel 1144 ha il nome di “Castrum Sulliani” e che nel settembre del 1233 prestò giuramento a Rimini (giuramento della Calbana). Sul finire del Settecento i Silighini si spostano nel territorio delle Ville di Montetiffi, dove Sebastiano esercitò la professione di avvocato e dove tuttora è la residenza di famiglia. Lo stemma di famiglia ha due spighe di grano dorate intrecciate su bianco.

Fonti meno attendibili riconducono l’origine del nome Sogliano all’antica usanza di adorare il dio pagano Giano Bifronte.

Nel periodo medioevale Sogliano fu castello dei Malatesta di Rimini, sul quale esercitarono il loro dominio più duraturo. Infatti i Malatesta governarono il territorio soglianese sino al 1640, anno in cui passò allo Stato Pontificio. Il castello malatestiano, che sorgeva anticamente nel punto più alto del paese, venne definitivamente distrutto nel corso del XIX secolo per delibera del consiglio comunale, che realizzò in tale luogo un’ampia piazza al fine di favorire l’importante funzione di mercato agricolo assunto dalla cittadina.

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