Favara: un rito indimenticabile

La minestra di San Giuseppe

La minestra di San Giuseppe è un piatto storico della cucina siciliana, un piatto intrinsecamente legato al cristianesimo e alla figura di San Giuseppe che incarna il simbolo dell’umiltà e della povertà. A Favara si svolge ogni anno la festa di S. Giuseppe nel corso della quale in tutti i quartieri, viene cucinata la cosiddetta “minestra di San Giuseppe”, con con diverse verdure e legumi assieme a vari tipi di pasta per ringraziare il Santo della sua protezione, ricordando l’indigenza dei tempi antichi. Oggi è possibile degustare la deliziosa minestra di San Giuseppe anche al di fuori del periodo della festa vera e propria; poiché infatti è diventato un piatto tradizionale del luogo, diversi ristoratori favaresi lo propongono tra le specialità dei loro menù.

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Il procedimento per fare la minestra non si discosta dalla tradizione: la sera prima mettete a bagno i borlotti. In una pentola capiente mettete i legumi, la cipolla tritata, le carote tagliate a pezzetti e la costa di sedano anch’essa tagliata a pezzetti. Lasciate cuocere i legumi a fiamma bassa.Intanto lavate le verdure che avete deciso di utilizzare e tagliatele a pezzetti.  Quando tutti i legumi e le verdure saranno cotte, aggiungete la pasta e cuocete anch’essa. Aggiungete al termine della cottura un filo d’olio.

Due parole su…

Il comune è in relazione di intensa interazione socio-economico-culturale con il capoluogo Agrigento, con cui forma una conurbazione. Insieme al capoluogo Agrigento e il comune di Aragona, condivide la zona industriale e tramite il capoluogo è anche legata economicamente alla città Porto Empedocle. È conosciuta anche come la “Città dell’Agnello Pasquale”, dolce tipico a base di mandorle e pistacchi.

In epoca storica il territorio favarese fu interessato dalla dominazione greca, di cui rimangono tracce in contrada Caltafaraci, dove doveva sorgere una fortificazione. Il periodo di dominazione musulmana è testimoniato dall’insediamento di contrada Saraceno e dalla permanenza di numerosi toponimi di matrice araba, tra cui lo stesso toponimo Favara, fawwāra (in arabo: ﻓﻮﺍﺭة‎), con significato di “Polla d’acqua che sgorga, gorgogliando, con impeto”.

Nel periodo normanno furono costruiti parecchi casali, tra questi il Castello di Chiaramonte, conosciuto anche come Palazzo Medievale. Il castello nel XIV secolo passò alla famiglia siciliana Chiaramonte.

Nel XV secolo, Favara, nonostante fosse protetta da mura urbane, subì una grave crisi demografica, in particolare tra il 1439 e il 1464. La popolazione crebbe nuovamente dal 1478 al 1497. Grazie alla famiglia De Marinis, Favara nel cinquecento raggiunse un grande sviluppo demografico.

Ingredienti

  • fagioli secchi:200 gr.;
  • lenticchie:200 gr.;
  • verdure miste:500 gr.;
  • sedano:1 costa;
  • carote:2;
  • cipolla:1 ;
  • finocchietto selvatico :1 mazzetto;
  • ditali: 200 gr.;
  • sale;
  • pepe;
  • olio d’oliva:q.b.

Per saperne di più su Favara…

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