Ciaffagnone: un piatto veramente povero

Il ciaffagnone con il cacio

Conosciuto nella zona vicina a Radicofani anche con il nome di Ciaffagnone è un piatto poverissimo, spesso consumato nelle lunghe veglie invernali e nelle osterie.

Una specialità tutta da gustare a base di farina e acqua, ma non solo. È il ciaffagnone tipico prodotto di Radicofani che nel rispetto della ricetta tradizionale può essere degustato e apprezzato in un solo modo: va cotto lì per lì, su una padellina unta con lardo, deve essere sottilissimo, va condito con cacio e ripiegato in quattro e subito mangiato accompagnato da un buon bicchiere di vino rosso. Una chicca per buongustai.

Preparazione

In una terrina si mette la farina, un pizzico di sale e si aggiunge acqua piano, piano mescolando, attenti a non formare grumi, sino ad una consistenza abbastanza liquida. Si scalda la padella con una piccola porzione di strutto solo per ungerla, quando è calda si versa un po’ del preparato, la quantità è regolata dal fatto che il ciaffagnone che si forma deve essere abbastanza sottile.

Quando è cotto su un lato si gira e poi a cottura ultimata si spolvera con formaggio grattugiato e si arrotola per la degustazione (per i ghiotti e i più benestanti, l’ acqua veniva sostituita da il brodo realizzato bollendo l’osso del prosciutto).

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