Bomarzo: non tutte le ciambelle escono con il buco

Il biscotto di Bomarzo

All’origine era il pane dei poveri distribuito pure ai pellegrini che transitavano da quelle parti verso la città santa di Roma, sulla Via Francigena.
Sua maestà il biscotto è l’evento che alla tradizione unisce la tipicità e fa la storia di Bomarzo il bel borgo della Tuscia.

Un prodotto locale dalle origini antichissime divenuto per il luogo un’icona. Il biscotto in realtà è una ciambella.

Ingredienti:

  • Farina q.b.;
  • 10 uova;
  • Zucchero 1 kg;
  • Olio 1/4 di litro;
  • Alchermes e mistrà 4 bicchierini;
  • Lievito 100 gr.;
  • acqua tiepida;
  • Semi di anice;
  • Scorza di limone^
  • sale 2 cucchiaini;
  • latte.

Preparazione

Fare rinvenire il lievito in mezzo litro d’acqua. Poi, una volta sciolto unire il lievito alla farina di grano fino a ottenere una pastella.

Lasciare lievitare in ambiente tiepido e a temperatura omogenea per circa dodici ore.

Trascorso questo periodo, in un grande recipiente di coccio unire uova battute, ma non montate, zucchero, olio di oliva, buccia grattugiata di un limone, Alchermes e mistrà, due cucchiaini di sale, semi di anice, latte e altri aromi facoltativi (cannella, vaniglia etc.).

Mescolare a lungo fino a che lo zucchero non si sia sciolto completamente, aggiungere la farina e la restante pasta lievitata.

Ottenuto un impasto omogeneo, lasciate lievitare per alcune ore e al termine formate delle ciambelle del diametro di 20 cm.

Infornare per 25 minuti dopo aver spennellato le ciambelle con uovo sbattuto.

Due parole su Bomarzo

Bomarzo è un suggestivo centro della Tuscia, denominato anche la città di Marte, uno strepitoso centro dominato dal massiccio vulvanico dei Monti Cimini che si affaccia sulla valle del Tevere. Bomarzo è da sempre conosciuta anche per ospitare sul suo territorio ” Il sacro Bosco” meglio conosciuto come Parco dei mostri.

Un’opera unica nel suo genere realizzata nel 16° secolo da Pierfrancesco Orsini.

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