5 Febbraio, 2019 wppanibus

La cucina povera di San Paolo Albanese

La caratteristica più importante di San Paolo Albanese – 260 abitanti – è desumibile già dal suo nome. Questo piccolo comune della Basilicata fu fondato da comunità di arbëreshë, gli albanesi arrivati in Italia, a partire dal XV secolo, per sfuggire all’invasione turca.

A San Paolo si conserva ancora l’uso della lingua albanese e della liturgia religiosa bizantina. La festa di San Rocco, il 16 agosto, è l’occasione in cui vengono tramandate le antiche tradizioni e sfoggiati i costumi tipici, che un tempo erano tessuti con il filo ricavato dalle piante di ginestra.

Un piatto antico del posto è l’acquasale molto diffuso anche nella regione confinante: la Puglia.

Preparazione

Si tratta di una ricetta molto semplice. Dopo aver preso una fetta di pane raffermo, soffriggere una cipolla con un trito di aglio e prezzemolo, Aggiungere pomodori pelati spaccati in due e acqua bollente. Quando riprende il bollore, versare il tutto direttamente sul pane raffermo e servire caldo.

Due parole su….

San Paolo Albanese, dal 18 marzo del 1861 chiamato “Casalnuovo”, dal 27 maggio del 1863 ” San Paolo Albanese” e dal 1936 al 1962 Casalnuovo Lucano) è un comune italiano di 253 abitanti della provincia di Potenza, in Basilicata.

E’ il comune più piccolo della Basilicata con una superficie di 29,9 km². Nato da coloni albanesi nel XVI secolo, per scampare alla dominazione turca in Albania, difende il patrimonio linguistico d’appartenenza, l’arbëreshë, e quello religioso, il rito bizantino, degli antenati.

La fondazione di San Paolo Albanese risale al 1534 circa, ad opera di profughi arbëreshë provenienti dall’Albania e dalla Morea della zona abitata da popolazioni albanesi, occupate dai turchi ottomani. L’iniziale insediamento urbano si completò definitivamente nel XVIII secolo, aggiungendo alle tipiche case a schiera, architetture che rimandano probabilmente agli antichi centri della Morea albanese.

L’altitudine elevata offre panorami (pamjet) unici della regione, sovrastando la vallata del fiume Sarmento e i paesi vicini (gjitonië); si ha perciò una visuale ampia arricchita da folti boschi, come il Bosco Capillo che circonda l’abitato arbëreshë e il Parco nazionale del Pollino. Gli abitanti sono molto legati alla lingua albanese, al rito bizantino, ai costumi, e alle tradizioni (soprattutto nel rituale matrimoniale e funebre).

Da cinque secoli qui si può ascoltare la lingua arbëreshe, l’albanese antico. La divina liturgia, la messa, a San Paolo Albanese è anch’essa in lingua albanese o, a seconda delle festività e del giorno, anche in lingua greca, secondo il rito bizantino mantenuto nell’Eparchia di Lungro della chiesa cattolica.

Valore importante dell’identità della comunità arbereshe è anche il costume tradizionale, ornato da ricami e colori vivissimi. Gli aspetti peculiari della cultura albanese sono custoditi nel Museo della Civiltà Arbereshe/Albanese.

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